Uno dei problemi più frequenti riguardanti la geologia e la mineraria è il rinverdimento e la rinaturalizzazione di cave e miniere. La ricerca ed estrazione di minerali e rocce comporta lavori di coltivazione, di grande preparazione e di manutenzione, compresa la prima lavorazione dei materiali estratti, la preparazione del sito minerario, la costruzione e la manutenzione delle strade di accesso, il disarmo dei cantieri, le bonifiche e il recupero del territorio.
Inoltre: esecuzione di trincee, gallerie, pozzetti di ricerca, trivellazioni, carotaggi, sondaggi, ricerche in mare, prove penetrometriche.
Queste le differenti tipologie a cui si può applicare il rinverdimento con piante per scarpata e piante coprisuolo:
- Miniere di minerali metalliferi e non metalliferi.
- Miniere e cave di combustibili solidi, di grafite, di rocce asfaltiche e bituminose.
- Miniere di salgemma, di sali potassici, di rocce fosfatiche e zolfo.
- Cave di rocce incoerenti. Cave e miniere di argilla e caolini.
- Cave e miniere di rocce compatte (calcari, dolomie, marne, arenarie, ecc.).
Ripristino, consolidamento e rinaturalizzazione
la tecnica d'impianto normalmente usata è quella dell'idrosemina, che consiste nell'irrorare la superficie della scarpata con una particolare miscela di acqua, collanti naturali, concimi, mulch e con un calibrato miscuglio di sementi tecniche PRATI ARMATI® che, con il tempo, producono piante erbacee con un formidabile apparato radicale. Si tratta di una idrosemina tecnica, completamente differente dalle tradizionali idrosemine che impiegano piante coprisuolo con un apparato radicale poco resistente e superficiale, profondo poche decine di centimetri. La rinaturalizzazione delle cave e delle miniere avviene così in modo più efficace favorendo anche la rinascita di specie autoctone.
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