Il problema della conservazione del suolo è diventato in questi ultimi anni sempre più grave e sentito dall’opinione pubblica, per le vistose conseguenze che ha sulla società umana e sull’ambiente.
L’erosione consiste nella rimozione degli strati fertili superficiali del suolo a causa dell’azione dell’acqua e del vento. La conseguenza più immediata è la riduzione della produttività delle colture, ma i suoi effetti sono assai più gravi quando, in Paesi densamente popolati come il nostro, i fenomeni assumono a volte carattere di vere e proprie catastrofi naturali con danni ingenti alle persone ed alle cose, costi ingenti per la collettività, morti e distruzioni.
La risposta a queste gravi e complesse problematiche legate al suolo è stata tradizionalmente affrontata con opere civili di contenimento in cemento armato od altre strutture, come micropali, scogliere, gabbionature, palizzate, reti paramassi, ecc., che presentano tuttavia alcuni inconvenienti:
In tal modo anche l’ambiente è stato spesso poco rispettato e vincolato in opere rigide che alla fine hanno finito per aggravare molti fenomeni (si pensi ad esempio alla cementificazione di letti di torrenti che hanno causato una maggior velocità e quindi forza erosiva dell’acqua) aumentando la pericolosità dell'erosione.
Dalla seconda metà degli anni settanta, tuttavia si è cominciato a riconsiderare l’ambiente come un ecosistema complesso, riscoprendo le pratiche tradizionali che ponevano una grande attenzione all’ambiente. Nel frattempo la ricerca nel settore agro-geo-ingegneristico ha fatto passi da gigante ed ha messo a disposizione dell’uomo delle innovative e straordinarie tecniche naturali, con enormi vantaggi rispetto a quelle utilizzate nei tempi passati.
Oggi, l’accresciuta sensibilità nei confronti di interventi ambientalmente ed economicamente sostenibili fa sì che sia sempre più importante per le Amministrazioni Pubbliche e per i privati: