I pendii composti da materiali non omogenei e consolidati con le reti paramassi presentano una situazione di dissesto in continua evoluzione, dovuta ad una serie concomitante di fenomeni di crescente gravità:
dilavamento superficiale della frazione più fine (limo, sabbia, argilla);
caduta di schegge di materiale e sassi di piccole/medie dimensioni che scoprono e rendono instabili i trovanti più grossi;
cadute di grossi massi e trovanti.
I tre fenomeni sono connessi: il dilavamento superficiale continua ad asportare la struttura più fine del terreno che scopre il materiale più grossolano. Questo, senza più supporto, frana a valle, scoprendo a propria volta il piede di massi e conglomerati di più grosse dimensioni che, non avendo più supporto, possono franare rovinosamente a valle.
Dove viene sistemata una rete paramassi per il consolidamento di frane e pendii spesso non viene risolto a monte il problema, cioè la causa della frana, prevenendola, ma si limita solo l’effetto di eventuali cadute di parti delle pareti.
Il continuo dilavamento ed erosione superficiale fa sì che, nel tempo, le reti paramassi si distanzino sempre più dalla superficie del terreno, spancino alla base, riempite dai detriti, e perdano progressivamente la loro funzione. Anche eventuali chiodature profonde o putrelle infisse in profondità finirebbero col tempo per essere esposte, perdendo rapidamente di efficacia. I costi di svuotamento e manutenzione elle reti sono spesso consistenti

Pendii consolidamento con rete paramassi
Nel tempo i fenomeni erosivi scalzano il materiale sotto la rete.
Il materiale eroso si accumula a valle all’interno della rete con deformazione di questa, distacco della rete dal suolo e progressivo indebolimento della sua tenuta.
DI FATTO L’EROSIONE NON VIENE BLOCCATA
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