Per rischio frane si intende un fenomeno naturale dovuto ad erosione dei versanti collinari e montani. Nel nostro paese le caratteristiche geologiche, geomorfologiche e climatiche tendono a favorire il verificarsi di questo tipo di fenomeno: tuttavia le opere di disboscamento allo scopo di creare aree edificabili unitamente a pratiche agricole poco idonee, hanno fatto sì che tale processo naturale si trasformi in una vera e propria calamità, aumentandone anche la carica distruttiva e rendendo fondamentale il contenimento delle frane.
Secondo le stime della Protezione Civile italiana negli ultimi 80 anni nel nostro paese si sono verificate 11.000 frane.
Vi sono strumenti estremamente sofisticati (come tubi inclinometrici, misuratori di giunti e piezometri) in grado di verificare lo stato del suolo e i rischi connessi e attraverso i quali
è possibile avere tempestive e precise informazioni riguardanti gli spostamenti e le variazioni delle pressioni cui il terreno è sottoposto per poter poi attuare i contenimenti più appropriati. Le frane sono normalmente precedute da segni premonitori quali spaccature nel terreno,vibrazioni, crepitii, inclinazioni anomale degli alberi, rotolamento di sassi. In caso di rischio frana è necessario abbandonare la zona e dare l'allarme.
Per il contenimento delle frane e la stabilità delle scarpate si sono utilizzati per anni i gabbioni. I gabbioni sono struttura metalliche contenitive che, colme di sassi provenienti dall'alveo dei fiumi, vengono utilizzati da anni come muro di contenimento
drenante, per rinforzare gli argini dei fiumi, dei torrenti, delle sponde stradali, dei giardini collinari, dei terrazzamenti e delle scarpate.
Gabbioni per scarpata venivano assemblati sul posto di utilizzo, impiegando molta manodopera, tempi lunghi e molto ingombro.
Oggi vengono resi prefabbricati grazie ad una piattaforma di cemento armato gettata alla base del gabbione, con due zanche di ferro per il sollevamento ancorate alla base, e riempito di sassi, pronto per essere trasportato.
Al fine di valutare il rischio connesso all’instabilità dei versanti, è necessario effettuare indagini finalizzate alla valutazione ed alla rappresentazione cartografica del grado di pericolosità connesso con movimenti gravitativi o movimenti di massa. In merito alla valutazione del danno potenziale, nonché i criteri ed i metodi per la mitigazione di quest’ultimo, vengono proposte delle linee guida generali per il contenimento del rischio.
La valutazione del rischio frane richiede l’analisi dei fattori che determinano le condizioni di instabilità e le mutue interazioni fra questi. Tale valutazione è generalmente complessa e richiede la quantificazione, sia a livello spaziale che temporale, della probabilità che ogni tipologia di evento calamitoso possa verificarsi.
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