Al fine di valutare il rischio connesso all’instabilità dei versanti, è necessario effettuare indagini finalizzate alla valutazione ed alla rappresentazione cartografica del grado di pericolosità connesso con movimenti gravitativi o movimenti di massa. In merito alla valutazione del danno potenziale, nonché i criteri ed i metodi per la mitigazione di quest’ultimo, vengono di seguito proposte delle linee guida generali per il
rischio idrogeologico.
La valutazione della pericolosità richiede l’analisi dei fattori che determinano le condizioni di instabilità e le mutue interazioni fra questi. Tale valutazione è generalmente complessa e richiede la quantificazione, sia a livello spaziale che temporale, della probabilità che ogni tipologia di evento calamitoso possa verificarsi. Per la valutazione della pericolosità devono essere redatti una serie di documenti analitici, consistenti in carte tematiche eventualmente associate con banche-dati, che contengano i principali elementi previsionali. Tali dati di base possono essere elaborati mediante procedure statistiche o con una valutazione soggettiva, per fornire una Carta di sintesi della pericolosità idrogeologica del territorio. Inoltre per esplicitare il carattere delle condizioni di instabilità, in funzione dei possibili interventi, è necessario dare indicazioni sulla tipologia dei fenomeni stessi e su alcuni dei loro caratteri geometrici e cinematici (es. area, velocità presunta) poiché questi sono necessari alla valutazione del danno potenziale e del rischio.
In molte situazioni gli argini fluviali e lagunari di piena possono dover essere modellati con angoli di scarpa superiori all'angolo limite naturale del terreno. In questo caso, è possibile utilizzare la tecnica delle terre rinforzate nella realizzazione di argini fluviali, inserendo nel terreno dei
geosintetici di rinforzo che consentono di costruire dei rilevati in terra a paramento vegetato con fronte inclinato fino a 70° sull'orizzontale.
I rischi idrogeologici rappresentati dagli argini sono molteplici, spesso interconnesse fra loro e, in genere, di complessa parametrizzazione. Per l’analisi della franosità su ampia scala è necessario limitarsi all’acquisizione dei dati solo sui principali fattori della franosità.
Oltre alle cause o fattori della franosità, la valutazione della pericolosità deve tenere conto degli effetti del dissesto, ovvero della distribuzione e delle caratteristiche dei fenomeni di instabilità verificatisi in passato o attualmente in corso di evoluzione. Gran parte del rischio idrogeologico che si verifica sul territorio è rappresentato infatti dalle riattivazioni, che si succedono con tempi di ritorno irregolari e solo parzialmente prevedibili, di eventi avvenuti in un passato più o meno recente.
stampa pagina