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stabilità dei pendii

Lo studio della stabilità dei pendii in terra ed in roccia parte dalla conoscenza della topografia dell'area da studiare e della caratteristiche geotecniche dei terreni. Oltre alla verifica di situazioni esistenti, le verifiche di stabilità possono essere necessarie per "progettare" un pendio come per esempio nelle scarpate delle cave o in caso di rimodellamento del suolo in seguito alla costruzione di opere stradali o ferroviarie.
I software utilizzati permettono di analizzare qualsiasi geometria del pendio e della superficie di rottura con presenza di tiranti ed altre opere di sostegno, ricavando i coefficienti di sicurezza con diverse teorie e diverse condizioni di carico.

In seguito alla sistemazione di eventi franosi o alla modifica della morfologia dei pendii è spesso necessario realizzare opere con funzione di sostegno o di protezione dei terreni contro fenomeni quali l'erosione. L'erosione del suolo agrario consiste nella rimozione degli strati fertili superficiali del suolo a causa dell’azione dell’acqua e del vento.rete paramassi utilizzata per stabilizzare il pendio

A questo scopo oltre alla realizzazione di opere in calcestruzzo, quali i muri, o alla posa di elementi che migliorino le caratteristiche geotecniche e la stabilità dei terreni (tiranti, chiodi, reti), si può agire mediante tecnologie a minor impatto ambientale quali l'Inegneria naturalistica che utilizza materiali naturali (comprese specie vegetali) per riportare in condizioni di sicurezza il territorio. 
Un sistema innovativo per realizzare un'opera definitiva di stabilità dei pendii è quello di abbinare alle reti paramassi un inerbimento rapido, con radicazione sottile, profonda, estremamente resistente, in modo che la coltre vegetale eviti sul nascere i fenomeni erosivi, impedendo lo sgretolamento superficiale, il distacco di piccole porzioni di terreno, la successiva caduta di trovanti più grossi e quindi il progressivo distacco della rete dalla superficie in erosione.